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“LA PRINCIPESSA CHE CREDEVA NELLE FAVOLE: come liberarsi del proprio principe azzurro”
di Marcia Grad, ed. PIEMME, 1998
Una favola deliziosa e delicatamente saccente, capace di toccare il cuore delle donne (e degli uomini) in cerca della propria via, della propria verità, dell’amore che non conosce carnefici e vittime.
La storia di una principessa che trova il suo principe azzurro, ma che scopre che non è tutto azzurro quello che assomiglia al cielo, che nessun dolore è più atroce di quello inflitto dalla persona amata, e che bisogna distinguere tra la favola e la realtà.
La principessa Victoria abbandona il suo principe e si avventura sul sentiero della verità. Conosceremo la sua piccola, tenera e appassionata amica immaginaria Vicky, e il saggio gufo consigliere. Naufragheremo insieme a lei nel Mare delle Emozioni e impareremo a nuotare con l’aiuto del delfino Dolly, supereremo la terra delle Illusioni, fino ad affrontare con gli occhi aperti la Terra di Ciò che è e il Viale dei Ricordi.
Alla fine del viaggio Victoria sarà diversa, una donna con la forza e il coraggio di un cavaliere in battaglia, capace di vivere la propria delicatezza e sensibilità e paura, una donna in grado di fare affidamento sulla sua forza interiore, un potere che neanche sapeva di possedere
di V. Evangelisti BLACK FLAG
ed. Einaudi, 2002
Un bellissimo romanzo punk Terribile Agghiacciante Fantascienza? O una immagine calzante del nostro presente? Un invito a non arrendersi a combattere a conservarsi umani e sensibili nonostante tutto. Dello stesso autore: “Metallo urlante”, Einaudi, 1998 e i sette romanzi del ciclo dell’inquisitore Eymerich, ed. Mondadori http://www.eymerich.com/default.htm
C’era una volta, qualche giorno fa, un uomo che possedeva ancora una grande pietra che macinava il grano e lo riduceva in farina per gli abitanti del villaggio. Erano tempi duri per il mugnaio, al quale non erano rimasti che la macina in un capannone e un grande melo fiorito dietro al capannone.
C’era una volta una donna strana ma assai bella dai lunghi capelli d’oro sottili come grano filato. Era povera, non aveva né madre né padre, viveva sola nei boschi e tesseva su un telaio fatto con i rami di noce scuro. Un tipo brutale, che era figlio del carbonaio, cercò di costringerla al matrimonio, e lei nel disperato tentativo di comprare la rinuncia, gli regalò una ciocca di capelli d’oro.
C’era una volta una creatura alla quale il pessimo carattere aveva provocato difficoltà enormi e la perdita dei buoni amici. Si avvicinò a un vecchio saggio coperto di stracci e gli domandò: “Come potrò riuscire a tenere sotto controllo questo demone della rabbia?”. Il vecchio gli consigliò di raggiungere una lontana oasi riarsa nel deserto, di sedere tra gli alberi secchi e di raccogliere l’acqua salmastra per i viaggiatori di passaggio.
C’era una volta una giovane che viveva in un profumato bosco di pini. Il marito era lontano, a combattere una lunga guerra. Quando finalmente fu congedato, tornò a casa, ma si rifiutò di entrarvi perché si era abituato a dormire sulle pietre. Stava giorno e notte per conto suo, nel bosco.