trans nival 2010 febbraio, napoli

trans

http://www.transnival.org/
*TRANS*NIVAL_2010 — report01*
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La prima riunione di lavoro si è tenuta martedì 22 dicembre 2009, dalle ore 18 alle ore 19, presso il Terzopiano Autogestito di Arkitettura; erano presenti una ventina di persone, tra cui diverse realtà organizzate dell’area Lgbt napoletana e dellle associazioni pro-migranti.
La proposta di organizzare il Trans*nival è stata accolta con molto favore dai soggetti presenti, rilevando l’importanza di riuscire ad unire realtà come i migranti ed il mondo Lgbt sul tema della riappropriazione degli spazi pubblici, superando i recinti identitari. Il Trans*nival verrebbe ad inserirsi in un percorso di appuntamenti nazionali e locali relativi al rispetto delle diversità, dalla campagna contro il Forum delle Culture 2013 alla NoVat al GayPride: una condizione favorevole è data dal fatto che l’edizione 2010 di quest’ultima manifestazione si svolgerà proprio a Napoli, articolandosi in tre mesi di iniziative che culmineranno a giugno con una street-parade. A tal proposito, si è stigmatizzata la necessità di comunicare in maniera chiara e con contatti ad hoc gli scopi ed il carattere del Trans*nival, per coinvolgere tutti i soggetti potenzialmente interessati e superare eventuali incomprensioni e/o diffidenze.
Pur concordando sull’opportunità di costruire il Trans*nival come una grande street-parade cittadina, periodica e con rilevanza nazionale, si è convenuto che il tempo a disposizione è insufficiente per realizzare questo obiettivo già nel febbraio 2010; risulta quindi opportuno puntare per quest’anno a costruire un evento “di lancio”, organizzativamente più semplice, lavorando nei mesi successivi perchè nel febbraio 2011 si possa un’iniziativa di maggiore complessità.
I caratteri dell’evento da tenersi a febbraio 2010 saranno individuati e discussi collettivamente nel corso della prossima riunione.
Ci si è quindi aggiornati con l’impegno di tutti i partecipanti a lavorare per un’assemblea allargata, da tenersi nella prima data utile dopo il periodo festivo.
*L’assemblea è stata fissata presso il Terzo Piano Autogestito di palazzo Gravina, in via Monteoliveto 3, alle ore 17 di mercoledì 13 gennaio 2010.
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*Si invita alla massima diffusione
per iscriversi alla mailinglist :
http://liste.transnival.org/cgi-bin/mailman/listinfo/transnival

razzismo

di Eva Rizzin (da womenews)

Giovedì 17 dicembre alle 8.30 all’Osservatorio riceviamo una chiamata da parte di una donna: “Un’ora fa sono venuti i vigili a casa mia, hanno detto che devo dare le mie generalità perché stanno facendo un censimento per i rom e per i sinti. Cosa devo fare? Perché ci stanno facendo questo? Siamo tutti cittadini italiani, se vogliono fare un censimento possono andare in Comune e chiedere lì tutte le informazioni”.

La signora vive nel Veneto da sempre, in un terreno privato di sua proprietà, in una casa mobile, con suo marito e i suoi tre bambini, sono sinti, cittadini italiani. Nel terreno privato ci sono altri cinque nuclei famigliari, anche loro sinti, anche loro cittadini, anche loro proprietari della loro terra.

La signora ci dice di non aver valuto fornire le sue generalità perché i vigili sono entrati nella sua proprietà privata senza autorizzazione e che vuole sentire il suo legale. Mentre erano lì, la figlia più grande si stava preparando. I vigili stupiti hanno chiesto alla madre se la bambina andasse a scuola; lei meravigliata della domanda ha risposto ovviamente di sì e, raccontandocelo, aggiunge: “Per chi ci hanno presi?”.

I vigili a quel punto se ne sono andati dicendo che sarebbero tornati con un’ordinanza e che a quel punto lei si sarebbe dovuta recare in comando per fornire i propri dati.

Era molto scossa: “Oggi mi sono sentita violata, umiliata, sono indignata nel profondo, mi sono sentita in un lager, ho detto loro che mi stavano mettendo un marchio, ho chiesto se a loro avrebbe fatto piacere camminare con una lettera scarlatta. Volevano i dati dei miei bambini. Non riesco a capire il perché, visto che siamo cittadini italiani”.

Non è nemmeno passata un’ora e i vigili si sono ripresentati per chiedere nuovamente documenti e informazioni sue, di suo marito e dei sui figli, senza presentare alcun provvedimento; lei inizialmente si è opposta poi, temendo di peggiorare la situazione, ha ceduto. Non si sono limitati a chiedere le generalità, hanno preso il numero di targa delle autovetture parcheggiate e di fronte alla sua richiesta di motivazioni i vigili hanno risposto che stavano conducendo l’operazione per contrastare eventuali casi di tratta dei minori. A quel punto la signora ha alzato il braccio, suggerendo di fare un esame del DNA, aggiungendo che in questo modo sarebbero stati certi della sua maternità. Loro l’hanno rassicurata sottolineando che poteva stare tranquilla e serena perché non avevano l’intenzione di fotografarli.”

Ed ecco una lista che dimostra come i sindaci sceriffo, a volte, sono più potenti dello Stato. Le sottostanti ordinanze comunali, anche se definite discriminatorie e anticostituzionali, vengono regolarmente applicate.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2399092&yy=2009&mm=12&dd=12&title=il_razzismo_delle_amministrazi