Valerie Solanas

titolo originale immagine: SCUM
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SCUM MANIFESTO -by Valerie Solanas (http://it.wikipedia.org/wiki/Valerie_Solanas)
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Life in this society being, at best, an utter bore and no aspect of
society being at all relevant to women, there remains to
civic-minded, responsible, thrill-seeking females only to overthrow
the government, eliminate the money system, institute complete
automation and destroy the male sex.

It is now technically possible to reproduce without the aid of males
(or, for that matter, females) and to produce only females. We must
begin immediately to do so. Retaining the male has not even the
dubious purpose of reproduction. The male is a biological accident:
the y(male) gene is an incomplete x(female) gene, that is, has an
incomplete set of chromosomes. In other words, the male is an
incomplete female, a walking abortion, aborted at the gene stage. To
be male is to be deficient, emotionally limited; maleness is a
deficiency disease and males are emotional cripples.[…]

http://www.spunk.org/texts/anarcfem/sp001291.txt

Immagine aspirata a Flickr con Dnnl AspiraMedia
le immagini sono proprieta’ dei relativi autori.

Rosa Luxemburg

 

In una lettera a Luise Kautsky, la moglie di Karl, il grande leader della socialdemocrazia tedesca, così scriveva Rosa Luxemburg nel 1915 dal carcere: “Ho bisogno dopotutto che qualcuno mi creda, quando dico che solo per sbaglio sono presa nel turbine della storia del mondo, ma in realtà sono nata per stare a custodire le oche”.

Ma fu la grande e terribile storia del mondo a segnare irrimediabilmente la sua vita, da quando appena sedicenne si era iscritta al partito socialista rivoluzionario polacco fino alla morte violenta nella Berlino del gennaio 1919 per mano assassina, armata dal governo socialdemocratico.

Rosa nasce nel 1870 a Zamosc in Polonia da una agiata famiglia ebraica di idee liberali e antizariste. A Zurigo, dove si era rifugiata per sfuggire alla polizia zarista, studia gli economisti classici e Marx ed entra in contatto con gli uomini dell’Internazionale socialista. Nel 1887 si trasferisce in Germania e diventa in breve tempo uno dei più prestigiosi esponenti della socialdemocrazia tedesca.

La Luxemburg si contraddistingue, nel movimento socialista internazionale, per la profonda persuasione che il riscatto delle masse diseredate deve accompagnarsi al riscatto della libertà di ogni singolo uomo, la quale non può essere sacrificata alla indistinzione della massa.

In secondo luogo ella pensa, a differenza di Kautsky e contro il suo determinismo meccanicistico, che il socialismo non sia l’esito inevitabile della storia, bensì solo una possibilità – certo non astratta, bensì presente concretamente nel grembo della storia -, sicché il tramonto del capitalismo, questo sì inevitabile, e la sua degenerazione, aprono drammaticamente un dilemma: o socialismo o barbarie. Di qui l’importanza della volontà cosciente degli uomini: “la vittoria del socialismo non cadrà dal cielo come un fato”, ma non potrà che essere l’esito, non garantito da nessuna necessità, di una lotta da condurre quotidianamente.

L’esplosione della guerra, e l’adesione ad essa del partito socialdemocratico tedesco, avrebbero indotto Rosa, in carcere per gran parte degli anni di guerra, a dare vita nel 1914 alla Lega di Spartaco che, preso il nome di partito comunista tedesco, avrebbe tentato nel 1919 l’insurrezione rivoluzionaria a Berlino, in cui ella avrebbe trovato la morte.

Gli argomenti fondamentali che ritroviamo nei suoi scritti (i principali: “Riforma sociale o rivoluzione” del 1898 e “L’accumulazione del capitale” del 1913) vanno dal rifiuto della revisione in senso riformistico e gradualistico del marxismo avanzata da Bernstein al modo di intendere, diversamente da Lenin, i rapporti tra classe e partito, dal rifiuto della guerra al giudizio sull’Ottobre del 1917, fatto di adesione alla sua ispirazione sovietista, ma anche di critica alla teorizzazione delle misure repressive e autoritarie decise da Lenin.

i dannati della terra. 23 gennaio manifestazione a Firenze

sulla_nave

emigranti italiani

IERI: emigranti italiani in partenza per l’America

gommone

immigrati

OGGI: sbarchi di migranti sulle coste italiane

I DANNATI DELLA TERRA…

Gli episodi avvenuti a Rosarno rappresentano la peggiore espressione della cultura e del dominio razzista e schiavista nella nostra nazione. Lo sfruttamento bestiale di migliaia di corpi, la negazione del diritto minimo al salario e alla vita, la caccia alla preda, le espulsioni forzate. Lo Stato e le sue mafie che dispongono e detengono l’esercizio del controllo militare, politico e sociale del territorio.

Non è successo niente…

I padroni hanno ripreso il controllo della terra, le “ndrine” il comando politico-militare della zona, lo Stato nella sua espressione peggiore, quella dell’esercizio della violenza dei forti con i deboli…

E anche a Firenze, la vicenda di Rosarno si ripercuote nelle sue articolazioni coercitive, l’attacco violento alle occupazioni di stabili. Il quotidiano “LA REPUBBLICA”, nella sua pagina nazionale, segnale due possibili focolai di rivolta, il “Fosso Macinante”, struttura che ospita 150 richiedenti asilo somali, e la Comunità interetnica del Luzzi, un villaggio occupato a Pratolino, struttura che resta un boccone appettitoso per la speculazione.

Una valanga di volgarità indicibili contro il popolo delle occupazioni, la rituale richiesta di sgomberi immediati.

Un armamentario che conosciamo bene, che violenta e distrugge rapporti e relazioni sociali. Da alcuni giorni continue intrusioni della polizia negli stabili occupati, lo sgombero di due campi ROM all’Osmannoro, le dichiarazioni del candidato Rossi per l’apertura del CIE in Toscana, i pestaggi “mirati” contro migranti e gay nella notte di capodanno.

Una miscela esplosiva che si nutre del linguaggio dell’odio e della violenza sui pìù deboli, un clima insostenibile che chiama la FIRENZE DELLA SOLIDARIETA’, DELL’ANTIRAZZISMO, DEL MUTUO SOCCORSO ALLA DIFESA COLLETTIVA DEI PROPRI LUOGHI E DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE.

CONTRO LA DIFFUSIONE DELL’ODIO RAZZIALE

PER LA TUTELA DI DIRITTI E BENI COMUNI

PER LA LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE

SABATO 23 GENNAIO

MANIFESTAZIONE CORTEO ORE

10 PIAZZA SAN MARCO

COSTRUIAMO LO SCIOPERO

GENERALE DEI MIGRANTI IL

1 MARZO

l’assemblea del movimento di lotta per la casa di Firenze

i migranti nella Spagna di Zapatero

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In Italia siamo  messi “un pò peggio”: ormai sono riusciti a convincere tante persone che i cattivi non sono i banchieri, gli affaristi senza scrupoli, i politici corrotti, i mafiosi e i loro tirapiedi, ma della povera gente che emigra dal proprio paese, i barboni, gli zingari, insomma quelli più poveri e disgraziati di noi. Siamo messi un pò peggio: fascisti e razzisti al governo, pacchetto sicurezza, ronde, classi differenziali e limite di bambini stranieri per classe, miriadi di provvedimenti discriminatori verso gli immigrati da parte di  sindaci sceriffi, violenze  nelle carceri, nei CIE, per le strade. Però a riprova del fatto che centrodestra e “centrosinistra” non fanno poi questa grande differenza e che i governi del mondo vanno nella stessa direzione guardatevi questi video sui centri di detenzione per gli immigrati nella Spagna di Zapatero (ricordandoci sempre che in Italia sono stati istituiti per la prima volta da un governo di centrosinistra- legge Turco Napolitano).  Non ci interessano le variazioni sullo stesso tema: il cambiamento non può essere che radicale.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=leMzgLgOR5g&feature=related[/youtube]

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=gPzbO4EMPyY&eurl=http%3A%2F%2Ffemminismo-a-sud.noblogs.org%2Fpost%2F2009%2F06%2F23%2Finvisibili&feature=player_embedded[/youtube]

1 marzo 2010 sciopero dei/delle migranti

poco  tempo fa mi dicevo che tanti italiani si troverebbero veramente nella cacca se anche solo le badanti straniere di questo paese, regolari o “clandestine” che siano, decidessero per un giorno di non lavorare. Per questo sono stata contenta di sapere che i/le migranti di questa merda di paese stanno iniziando ad organizzarsi da soli/e  e in autonomia, finalmente.

logo

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.
Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira La journée sans immigrés: 24h sans nou, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010.
Il colore di riferimento di Primo marzo 2010 è il giallo. Lo abbiamo scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare.
Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino giallo come segno di riconoscimento.
La struttura di Primo Marzo 2010 prevede un Coordinamento nazionale, formato dalle fondatrici:
Stefania Ragusa, presidente e coordinamento comitati,
Daimarely Quintero, portavoce,
Nelly Diop, tesoriere,
Cristina Seynabou Sebastiani.
La struttura di Primo marzo 2010 prevede inoltre molteplici comitati loca

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